Valoroso nel parlare e spesso anche nell’azione, malinconico e solo la maggior parte del tempo e sempre pensoso, pronto, facile all’ira, senza riposo e tenace, ricco di vizi e virtù, ammiro la ragione, ma seguo ciò che piace al cuore [“do lode alla ragione, ma corre ove al cor piace”]. IL CONFRONTO CON MANZONI Anche Manzoni compose un autoritratto in versi, ma esso venne pubblicato soltanto postumo, nel 1878. Autoritratto. Ti sei perso qualcosa? Lettura e analisi del sonetto Autoritratto di Ugo Foscolo, a cura di Matteo Pascoletti. ANALISI TESTUALE: IL SONETTO AUTORITRATTO DI UGO FOSCOLO Il sonetto Autoritratto di Foscolo, tratto dalla raccolta "Poesie" del 1802-1803, si presenta come una vera e propria descrizione che l'autore compie di se stesso, sia a livello fisico, sia a livello psicologico-morale. Emunte guance = atinismo, colore pallido del viso; sineddoche che varia l’alfieriano “pallido in volto”. Enjambement = “do lode/alla ragion”. Commento 4 Tu sol mi ascolti, o solitario rivo, ove ogni notte amor seco mi mena, qui affido il pianto e i … Foscolo, Ugo - Proprio ritratto Appunto di letteratura italiana per le superiori riguardo il sonetto di Ugo Foscolo "Il proprio ritratto", con analisi del testo e commento. Sul manoscritto, che si conserva a Milano, si legge la data 1801. AUTORITRATTO. Enjambement = “do lode/alla ragion”. Attenzione: l’idea che solo la morte possa dare fama e quindi gloria eternatrice e riposo è presente in tutti i sonetti. Etichette: analisi solcata ho fronte, figure retoriche foscolo, parafrasi solcata ho fronte, poesie foscolo analisi, solcata ho fronte figure retoriche. Ugo Foscolo (vero nome Niccolò; 1778-1827), poeta, narratore e traduttore, nacque a Zante da madre greca e padre veneziano (di professione medico di vascello). Solo la morte mi darà fama e riposo". di Ugo Foscolo Commento: Pubblicato nell'ottobre 1802 nel “Nuovo giornale dei letterati” di Pisa, il sonetto Autoritratto di Foscolo, tratto dalla raccolta "Poesie", sonetto VII, si presenta come una vera e propria descrizione che l'autore compie di se stesso, sia a livello fisico, sia a livello psicologico-morale. Si attenua quasi questo gesto di sfida nei confronti della morte e nell’ultima versione si ha un Foscolo un po’ più malinconico e disincantato rispetto all’idea che il poeta, attraverso le proprie opere, possa avere una gloria eternatrice. Anonimo 19 novembre 2020 13:49. Rifacendosi proprio al sonetto alfieriano Ugo Foscolo (1778-1827) ci propone il suo “Autoritratto”, conosciuto come “Solcata ho la fronte” in cui è palese il culto per l’individuo eccezionale, narcisista e titanico proprio di tanta produzione romantica. C’è solo l’attesa della “fatal quiete” che abbiamo visto ne La sera e ne "il nulla eterno". Atom Verranno pubblicati solo quelli utili a tutti e attinenti al contenuto della pagina. Si ripropone quindi la "AUTORITRATTO" di Foscolo. Intenti = latinismo. • Foscolo e i sonetti autoritratto. di Ugo Foscolo Figure Retoriche: Solcata = segnata dalle rughe (anastrofe). A distanza di anni Foscolo vi lavorerà per un’edizione che possiamo considerare definitiva dal 1821 al 1824, tuttavia l’ultima versione che noi conosciamo risale a 4 mesi prima della morte dell’autore, 8 maggio 1827. Il sonetto, anche conosciuto come Solcata ho la fronte, è un componimento importante nella produzione di Foscolo, anche per l'arco di tempo delle diverse stesure: la prima risale al 1802, versione leggermente modificata nel 1803; viene rifatta nel 1808, dopo la pubblicazione dei Sepolcri. Tuttavia questi versi furono modificati nell'ultima riedizione, in cui scompare la parola "fama". ; nelle due terzine di Alfieri e nei rimanenti 9 vv. Emunte guance = atinismo, colore pallido del viso; sineddoche che varia l’alfieriano “pallido in volto”. Accanto a quello principale, nel sonetto si possono individuare altri motivi cari al Foscolo. I sonetti di Alfieri e Foscolo sono l’autoritratto dei due poeti, di cui il primo è stato preso come modello per il secondo. ), Febbraio: eventi storici, santi e ricorrenze. Membra proporzionate [“giuste membra”], vestiario semplice, ma curato, passi, pensieri, gesti e parole rapidi, semplice, ma leale generoso e sincero, in lite con il mondo e con gli eventi avversi [avverso al mondo, avversi a me gli eventi]. Risposte. Capel bruno, alta fronte: occhio loquace, naso non grande e non soverchio umile, tonda la gota e di color vivace, stretto labbro e vermiglio, e bocca esile: Li ng ua or sp ed ita or ta rda, e no n ma i vi le, Che il ver favella apertamente, o tace. I commenti dovranno prima essere approvati da un amministratore. Il sonetto Autoritratto di Foscolo, tratto dalla raccolta "Poesie" del 1802-1803, si presenta come una vera e propria descrizione che l'autore compie di se stesso, sia a livello fisico, sia a livello psicologico-morale. Il poeta si descrive, presentando il suo aspetto fisico e il suo carattere: ha la fronte alta, solcata da rughe, i capelli rossi, i denti bianchi, un corpo proporzionato; si veste elegantemente; agisce velocemente; ha un carattere impulsivo e tenace, è sempre in lotta con il destino. Rispondi. ecco il testo del video, "In morte del fratello Giovanni" di Foscolo: parafrasi del testo, Foscolo, "I Sepolcri": parafrasi del testo, I "Sepolcri" di Foscolo: riassunto e commento dell'opera, Siamo fieri di condividere tutti i contenuti di questo sito, eccetto dove diversamente specificato, sotto licenza. L'Autoritratto di Ugo Foscolo: testo, parafrasi e significato Letteratura italiana - Approfondimenti — Testo, parafrasi e significato del sonetto realizzato a imitazione di quello dell'Alfieri. Eccovi il mio ritratto" (Epist I: 12).La doppia negazione figura nell'autoritratto di Francesco Gianni (1750-1822) autore di Bonaparte in Italia che scrive "non grande non pigmeo" riprodotto da Foscolo (vedi EN VI, p. 100), dove dice anche "biondo la chioma", "di gloria vago".Ciò che … Lettura e analisi del sonetto Autoritratto di Ugo Foscolo, a cura di Matteo Pascoletti. AUTORITRATTO FIGURE RETORICHE. Muori, e il saprai. Analisi/Commento: Pubblicato nell’ottobre 1802 nel “Nuovo giornale dei letterati” di Pisa, il sonetto Autoritratto di Foscolo, tratto dalla raccolta "Poesie", sonetto VII, si presenta come una vera e propria descrizione che l'autore compie di se stesso, sia a livello fisico, sia a livello psicologico-morale. Anche "Autoritratto" mi é piaciuta come poesia; come si descrive e i termini che ha usato. Leggi gli appunti su autoritratto-ugo-foscolo qui. Alfieri non nasconde i suoi possibili difetti che riducono la statura morale o l’apparenza fisica agli occhi del lettore, tant’è vero che descrive il fatto di avere i capelli radi o la corporatura mingherlina; aspetti che non penseremo di vedere in un poeta celebre e sommo, il quale è idealmente abbinato a qualcuno statuario, bello, glorioso. La parafrasi è abbastanza semplice perché abbiamo un’elencazione di attributi: "Ho fronte solcata, occhi cavati e intensi, capelli biondi, guance pallide, aspetto audace, labbra grosse e colorite, denti puliti [“tersi”], capo chino un bel collo e un torace largo [“il largo petto” che diventerà poi “irsuto” nella versione del 1821-1824]. Autoritratto di Alfieri e Autoritratto di Foscolo a confronto: tema. Non a caso, mentre Foscolo dice “morte sol mi darà fama e riposo”, ovvero seguo il cuore perché ho un animo passionale, battagliero, quindi non per cedevolezza, ma per forza d’animo, Alfieri non scioglie il dubbio: se alla fine io sarò grande o vile lo saprò solo tramite la morte; in vita non posso che esprimere questo dilemma che mai si scioglierà; in sostanza, Foscolo è molto più netto e preciso nell’affermare il proprio egoismo. Rispondi Elimina. La poesia di Ugo Foscolo "Alla sera" mi è piaciuta molto, il modo in cui tasmette i suoi sentimenti e il suo desiderio di morire , mi è piaciuta come poesia. Buongiorno. Nella versione del 1821-1824, il principale cambiamento si ha quando invece di dire “Di vizi ricco e di virtù, do lode alla ragion, ma corro ove al cor piace”, accentua il contrasto tra l’anima razionale e quella più passionale perché dice “cauta in me parla la ragion”, come se fosse timida e timorosa, “ma il core ricco di vizi e di virtù delira”, quindi se prima avevamo il poeta che “corre dove al cor piace”, qui abbiamo il cuore che delira e che quindi è una guida imprescindibile nelle scelte del poeta. Foscolo chiude il componimento affermando che solo con la morte potrà trovare la fama e il riposo, tema che ricorre in tutti i sonetti. Talor di lingua, e spesso di man prode;mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,pronto, iracondo, inquieto, tenace: di vizi ricco e di virtù, do lodealla ragion, ma corro ove al cor piace:morte sol mi darà fama e riposo. Questo è il testo della prima stesura del 1802. sonetto di Foscolo, con prosa e commento. 2 commenti: Unknown 28 settembre 2020 08:50. grazie. Ugo Foscolo: A Zacinto. Eletto = ossimoro Sobrio, umano = latinismo. Un altro esempio: quando parla del proprio essere iracondo, non lo mette come un difetto, ma fa un riferimento abbastanza esplicito, accorpandolo ad altri aspetti come la facilità di azione, al “crin fulvo”, quasi come se lui fosse la versione presente dell’eroe omerico per eccellenza, ossia quell’Achille che oscilla tra il valore battagliero e l’ira funesta. Parrebbe inevitabile concludere, dunque, che Manzoni conoscesse soltanto il testo alfieriano, visto che il sonetto di Foscolo è stampato alla fine del 1802. Si richiama al modello dell’autoritratto di Vittorio Alfieri (Rime, CLXVII, Sublime specchio di veraci detti), il quale per primo (208 punti) Intenti = latinismo. Leggiamo velocemente il sonetto di Alfieri, abbastanza semplice da non richiedere la parafrasi: Sublime specchio di veraci detti,mostrami in corpo e in anima qual sono:capelli, or radi in fronte, e rossi pretti;lunga statura, e capo a terra prono; sottil persona in su due stinchi schietti;bianca pelle, occhi azzurri, aspetto buono;giusto naso, bel labro, e denti eletti;pallido in volto, più che un re sul trono: or duro, acerbo, ora pieghevol, mite;irato sempre, e non maligno mai;la mente e il cor meco in perpetua lite: per lo più mesto, e talor lieto assai,or stimandomi Achille, ed or Tersite:uom, se' tu grande, o vil? Sono due poesie molto belle!B-):-) Foscolo, Ugo - Autoritratto Appunto di italiano con analisi del testo svolta della poesia-autoritratto di Ugo Foscolo "Solcata ho fronte" divisa in punti. Arrivederci. Letteratura italiana - L'Ottocento — Analisi delle tematiche presenti nel sonetto "A Zacinto" di Ugo Foscolo: il tema della tomba, della terra materna, della cultura greca e del mito A Zacinto, Ugo Foscolo. L’autoritratto, ossia la rappresentazione che un artista esegue di se stesso, può essere considerato un efficace mezzo per la celebrazione personale.I mezzi tecnici che, attualmente, possono essere sfruttati sono molteplici, ma durante il Rinascimento, quando i cellulari non esistevano, le possibilità espressive erano vincolate soprattutto alla pittura e alla scultura. Capel bruno, alta fronte . Con questo, Foscolo fa un’operazione abbastanza inusuale a livello letterario, cioè non si rifà a un modello, ma lo prende per agire in completa autonomia e piegarlo alle proprie esigenze. Eletto = ossimoro Sobrio, umano = latinismo. Ugo Foscolo in Poesie Con questo sonetto, composto probabilmente tra il 1801 e il 1802, Foscolo — sulla scia del modello alfieriano Sublime specchio di veraci detti e, non è da escludere, anche del coevo autoritratto di Manzoni Capel bruno, altafronte, occhio loquace— consegna una immagine di sé, Il sonetto, anche conosciuto come Solcata ho la fronte , è un componimento importante nella produzione di Foscolo , anche per l'arco di tempo delle diverse stesure: la prima risale al 1802 , versione leggermente modificata nel 1803; viene rifatta nel 1808 , dopo la pubblicazione dei Sepolcri . In entrambi i sonetti si tende a procedere dall’esteriorità alla dimensione interiore mentre nella descrizione fisica, dall’alto verso il basso, dalla testa ai piedi. Sublime specchio di veraci detti, mostrami in corpo e in anima qual sono: capelli, or radi in fronte, e rossi pretti; lunga statura, e capo a terra prono; sottil persona in su due stinchi schietti; bianca pelle, occhi azzurri, aspetto buono; giusto naso, bel labro, e … Per commentare utilizzate un account Google/Gmail. Il ritratto fisico di Alfieri è contenuto nelle due quartine, mentre quello di Foscolo solo nei primi 5 vv. Foscolo, per esempio, dal verso 1 al verso 6 si dedica alla descrizione fisica per poi passare all’interiorità. Foscolo, tratto dalla raccolta "Poesie", sonetto VII, si presenta come una vera e propria descrizioneche l'autore compie di se stesso, sia a livello fisico, sia a livello psicologico-morale. Risposte. Assillo autobiografico o clima letterario?, «Rivista di Studi Italiani», a. XXXVI, n. 1/ 2018, pp. Su questo ci possiamo salutare e ci vediamo nelle prossime lezioni. Gli appunti dalle medie, alle superiori e l'università sul motore di ricerca appunti di Skuola.net. Appoggiandosi al modello alfieriano in modo assolutamente autonomo fino a superarlo, in Foscolo c’è la volontà di proiettarsi in una dimensione auto-eroizzante. Modello di questo sonetto è il componimento autobiografico di Vittorio Alfieri il Sublime specchio di veraci detti. Oggi vedremo il sonetto Autoritratto conosciuto anche come Solcata ho fronte. Foscolo, invece, quando parla dei suoi aspetti come “l’irsuto petto” dell’edizione 1821-1824 o il “crin fulvo” dà un’immagine battagliera, di qualcuno che è forte anche nei propri difetti.