2 likes. categorie “non contrattualizzate”. Un simile potere normativo non è attribuito alle università e si potrebbe argomentare che esso è escluso dalla riserva di legge in materia di sanzioni amministrative, riconducibile all’art. La definizione dei doveri dei pubblici dipendenti (contrattualizzati e non), o almeno dei principali di essi, è riservata ad atti di diritto pubblico. Credo che essere “comunità di ricerca” sia uno dei tratti che spiegano la resilienza di certe università britanniche. L’incarico di un ricercatore è valido solo per l’intero anno accademico in cui si tengono i corsi in cui egli stesso esercita … Il vantaggio per l’università di Pavia non è quello di “mandare” (a che titolo?) In terzo luogo, la legge stabilisce che la violazione dei doveri contenuti nel codice di comportamento «è fonte di responsabilità disciplinare»: è una previsione diversa da quella previgente, che si limitava a prevedere indirizzi affinché i princìpi del codice venissero coordinati con le previsioni dei contratti collettivi in materia di responsabilità disciplinare. 44 0 obj 0 Prima della legge n. 240 del 2010, a questa domanda occorreva rispondere negativamente, perché la legge non attribuiva a nessuna autorità un simile potere normativo: né al Cun, al quale essa attribuiva la competenza per i procedimenti disciplinari, né ai singoli atenei. n. 3/1957 nonché, con specifico riferimento ai professori universitari, dagli artt. 43 0 obj La Germania, i cui dati per il 2013 non sono riportati nella figura, ma solo nella tabella, non presenta i dati riferiti ai professori universitari, ma il salario medio degli impiegati pubblici equivalenti a tempo pieno. L’Inps precisa: «Sono borse di studio autofinanziate» di Massimiliano Jattoni Dall’Asén 30 gen 2021 53 del d.lgs. 0000012823 00000 n E in loro presenza, quando occorre rinviare la lezione e quando ci si può far sostituire? L’accertamento della violazione pronunciato dal senato accademico, ovviamente, non è una sanzione disciplinare, ma qualcosa di diverso. In altri termini, la legge si occupa degli effetti e non delle cause: stabilisce che cosa succede quando un professore commette un illecito disciplinare, ma non dice quando un professore commette un illecito disciplinare. 0000029582 00000 n La questione sarebbe complicata, ma, in estrema sintesi, credo si possa dire che l’aumento delle sedi ha reso le amministrazioni universitarie più sensibili al problema di non apparire criticabili. Le relative previsioni non sono di per sé applicabili ai docenti universitari, anche se è ragionevole che di esse gli organi disciplinari delle università tengano conto nella commisurazione delle sanzioni per le corrispondenti condotte. Dunque, la violazione dei codici etici può rilevare su due piani diversi, l’uno residuale rispetto all’altro: quello della responsabilità disciplinare, fatta valere dal collegio di disciplina e dal consiglio di amministrazione; e quello che – se si vuole – si può definire etico, per il quale è prevista una competenza del rettore e del senato accademico. E rischiano di essercene. Io sono assolutamente a favore di forti incentivi e disincentivi (se non regole) per scoraggiare ciò che gli americani chiamano “inbreeding”. La disciplina in materia di incompatibilità e cumulo di incarichi. Questa pagina si occupa di cronaca, pensiero e satira. D’altra parte, le sanzioni amministrative sono già previste dalla legge e possono essere irrogate ai professori universitari anche in assenza di una simile operazione di codificazione, che servirebbe solo a limitare o indirizzare la discrezionalità degli organi disciplinari. 43 32 Nell’elaborare o aggiornare i codici etici, in secondo luogo, occorre tenere conto della peculiarità dei docenti universitari e delle loro funzioni, da cui deriva per esempio una particolare tutela della libertà di ricerca e di insegnamento, che non può essere compressa dalle previsioni del codice. La responsabilità disciplinare dei docenti universitari dopo la legge Gelmini: profili sostanziali. Usavo quella formulazione assumendo che – in condizioni ideali – un’università dovrebbe preoccuparsi, e per diverse ragioni, di non disperdere il “capitale umano” che ha contribuito a creare. Per i dipendenti pubblici (prescindendo dagli aspetti procedimentali, che sono estranei all’oggetto di questo scritto), la disciplina di illeciti e sanzioni disciplinari è, in linea di massima, dettata dai contratti collettivi di lavoro. 87 del testo unico, che elenca le seguenti: censura; sospensione dall’ufficio e dallo stipendio fino ad un anno; revocazione; destituzione senza perdita del diritto a pensione o ad assegni; destituzione con perdita del diritto a pensione o ad assegni. 0000001794 00000 n Possono fare altrettanto con i divieti, come quello di svolgere attività d’impresa e quelli inerenti all’attività professionale. I professori universitari, in particolare, nel 1933 erano un’élite consapevole e preoccupata della propria posizione sociale e della reputazione della categoria, capace di correggere comportamenti devianti. decreto Brunetta), che ha introdotto nuove figure di illecito disciplinare e ne ha stabilito la sanzione: sono le nuove ipotesi di licenziamento disciplinare, come la falsa attestazione della presenza in servizio e l’assenza priva di valida giustificazione per un certo numero di giorni. Gli avvisi alle istituzioni da parte dei docenti universitari sono stati tanti in questi cinque anni. Ora le “antinepotism rules” si applicano rigidamente a tutto l’ateneo (e non solo ai singoli dipartimenti) a parenti e affini, ma non più a coniugi. Tali sono le monete di Regaliano, di Giotapiano, di Giuliano, d'Alessandro, di Valente e d'altri tiranni e tale era il Bonoso ! Il problema dell’individuazione degli illeciti, peraltro, non riguarda solo la censura, ma tutte le sanzioni disciplinari. Si tratta di formulazioni alquanto vaghe, ma meno vaghe di quelle relative ad altre categorie di personale, come i docenti della scuola (per i quali simili enunciazioni possono trovarsi solo nei contratti collettivi e non nella legge: si può ipotizzare che ciò dipenda dalla maggiore libertà dei docenti universitari nell’organizzazione del proprio lavoro, che richiede di essere compensata con qualche norma di legge in più). Pitture, scolture ed architetture: delle chiese, luoghi pubblici, palazzi, e case della città di Bologna, e suoi subborghi: coll' indice di tutti i professori indistintamente, ed in seguito de' luoghi più osservabili, e delle opere più insigni coll' indicazione delle pagine ove sono nominati li autori delle medesime - Ebook written by Carlo Cesare Malvasia, conte Carlo Cesare Malvasia. In secondo luogo, l’adozione di un proprio codice, più specifico, non è più una facoltà, ma un obbligo per ciascuna pubblica amministrazione: da questo punto di vista, la legge Gelmini ha anticipato, per le università, un obbligo che due anni dopo è stato esteso a tutte le amministrazioni, generalizzando una tendenza legislativa alla precisazione dei doveri dei pubblici dipendenti. Codice di comportamento dei pubblici dipendenti. Non meno vaghe sono le previsioni relative agli illeciti e al loro accoppiamento con le sanzioni, contenute nei due articoli seguenti. 54 della Costituzione, vi sono alcune disposizioni tuttora vigenti del testo unico delle disposizioni sugli impiegati civili dello stato (decreto del Presidente della Repubblica n. 3 del 1957), che stabiliscono gli obblighi di comportarsi con diligenza, di collaborare con superiori e colleghi, di essere da esempio ai dipendenti, di comportarsi in modo da favorire la fiducia e collaborazione con il pubblico, di rispettare l’ordine cronologico, di mantenere la dignità anche fuori servizio, di preservare il segreto d’ufficio ove esistente. La legge non mi pare chiarissima al riguardo. Questo principio è evidentemente violato in presenza di sanzioni manifestamente eccessive o ingiuste, di cui si ha notizia, come la sospensione dall’ufficio e dallo stipendio per lunghi periodi, per inadeguatezza della produzione scientifica o per omessa compilazione dei registri delle lezioni. I professori universitari sono dipendenti pubblici particolari, anche per quanto riguarda la disciplina del rapporto di lavoro, dato che sono tra le categorie “non contrattualizzate”. 23 cost. 0000022794 00000 n Testo destinato agli studi in onore di Paolo Stella Richter, apparso anche sul Giornale di Diritto Amministrativo I/2013. Da questo punto di vista, essa pone una deroga rispetto alla recente e già menzionata previsione generale della legge anticorruzione, secondo la quale la violazione dei codici di comportamento è sempre fonte di responsabilità disciplinare. Bonus INPS universitari 2021: a partire dalle ore 12 del 27 gennaio 2021, i figli dei dipendenti pubblici potranno presentare domanda. Ma essa può essere utile a rendere più prevedibile e trasparente l’esercizio del potere disciplinare, a fronte dei rischi connessi al suo decentramento, che sembrano già concretizzarsi con discutibili iniziative di certi rettori. Comunque, ancora oggi non è impossibile che una persona svolga buona parte della sua carriera a Oxford o a Cambridge, se ci sono le risorse e le opportunità per tenerlo. Occorre anche considerare che l’alta dirigenza è composta da poche centinaia di lavoratori, numeri esigui se si considera che i dipendenti pubblici sono 3,2 milioni. La norma non si applica ai magistrati e agli avvocati dello Stato, ai professori universitari, al personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia, al corpo nazionale dei vigili del fuoco, al personale della carriera diplomatica e prefettizia e alle altre categorie che sono disciplinate dai propri ordinamenti. In linea generale, comunque, la definizione di illeciti e sanzioni dei pubblici dipendenti (contrattualizzati) è affidata ai contratti collettivi di lavoro: i contratti nazionali contengono normalmente una parte denominata “codice disciplinare”, che raggruppa gli illeciti in relazione alle sanzioni (che sono normalmente, in ordine di gravità: il rimprovero verbale o scritto, la multa, la sospensione, il licenziamento con o senza preavviso). %%EOF I professori ordinari e i ricercatori universitari potranno rimanere in cattedra fino a 72 anni.Lo stabilisce la sentenza della Corte costituzionale n. 83 del 6 maggio scorso, che concede anche ai docenti over 70 la possibilità di fruire dei due anni di proroga previsti dal dl 503 del 1992, che regolamenta i pensionamenti dei dipendenti pubblici. Consistono in elenchi di previsioni talmente astratte, che sembrano essere stati emanati solo per adempiere a un obbligo legislativo, magari riproducendo il testo adottato da qualche altro ateneo, e non per regolare realmente la condotta dei docenti. 0000004469 00000 n Nelle pagine che seguono, dapprima si riassumerà brevemente – per quanto qui rilevante – il regime della responsabilità disciplinare dei dipendenti pubblici e poi ci si concentrerà sui professori universitari, descrivendo il quadro normativo e soffermando l’attenzione sulla definizione dei doveri, degli illeciti e delle sanzioni. lav., 25 maggio 2012, n. 8304. I docenti universitari, in quanto categoria non contrattualizzata, sono soggetti a regole sulla responsabilita` di- sciplinare in parte diverse da quelle degli altri dipendenti pubblici, regole che risentono anche dei loro pecu- liari compiti. E’ ovvio che senza regole di questo tipo i candidati locali si troveranno sempre in vantaggio ed è anche probabile che tra due locali prevalga sempre il più anziano (o almeno il più fedele al maestro). Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. PROFESSORI UNIVERSITARI – I professori universitari non sono inquadrati come dirigenti ma hanno stipendi alti, mediamente da 71 mila euro l’anno. Altrettanto spesso si limitano a enunciare l’obbligo di rispettare la legge (per esempio, in materia di sicurezza del lavoro, tutela dei dati personali, diritto d’autore), che non ha alcun bisogno di essere ribadito da atti subordinati alla legge. I dipendenti pubblici (salvo eccezioni) sono iscritti ai fini del trattamento pensionistico a una delle seguenti casse: CTPS, CPDEL, CPUG, CPI e CPS. Essi sono, per la maggior parte, ricchi di enunciazioni molto generali e poco utili in sede applicativa, poveri di prescrizioni concrete, che consentano un effettivo controllo sulla condotta dei docenti. Essi non dovranno limitarsi a enunciare principi e buone intenzioni, ma dovranno stabilire regole chiare e divieti precisi. 0000029296 00000 n 0000031782 00000 n La prima è una dichiarazione di biasimo per mancanze ai doveri d’ufficio o per irregolare condotta, che non costituiscano grave insubordinazione e che non siano tali da ledere la dignità e l’onore del professore. L’auspicabile precisazione dei comportamenti corretti e di quelli scorretti era affidata alla giurisprudenza dello stesso Cun, a cui si può rimproverare di non essersi preoccupato della sua raccolta, sistemazione e diffusione. In forza di queste innovazioni, si potrebbe sostenere che le università abbiano ormai il potere di definire illeciti e sanzioni. legge Gelmini) è intervenuta sul potere disciplinare nei confronti dei docenti universitari, trasferendolo ai singoli atenei e privando di base normativa il potere precedentemente attribuito al Consiglio universitario nazionale, e sul procedimento disciplinare. Le cose sono cambiate di recente, credo, ma non perché ci sia stato un fenomeno di familismo amorale British style. Dal Ministero arriva la stretta sulle attività private di professori a tempo pieno. La concretezza e la chiarezza sono, per documenti come questi, doti più importanti della completezza. Il rapporto di pubblico impiego è definito dunque “rapporto speciale”, la cui giustificazione è condivisibile quando ai pubblici dipendenti siano attribuite funzioni pubbliche, con la conseguenza che in vista di tali funzioni è necessario assicurare l’imparzialità dell’amministrazione (come affermato dall’art. Si pone, quindi, il problema della struttura e del contenuto dei codici etici, che peraltro molte università hanno già elaborato, non sempre con risultati soddisfacenti. PROFESSORI UNIVERSITARI – I professori universitari non sono inquadrati come dirigenti ma hanno stipendi alti, mediamente da 71 mila euro l’anno. F �iQ� D�-�s�N���ld)����s�|g[1��IR��>����f8Dƹ��3����&5τek�:ُ�p"c\�FV�3����&5ϵ�l� ��������� ����� ���������� ������ �������� �������� ����� �G=|�î�poc� # � � ~�0�(l���$h˸��� �(�PA��C�� " � &. Far conoscere gli illeciti commessi e le sanzioni irrogate è un buon modo per prevenire ulteriori illeciti. I vincitori di concorso bandito anteriormente al 1980 possono restare in servizio fino al 70° anno e di conseguenza fuori ruolo fino al 73°. dipendenti pubblici, in deroga alla regola della incompatibilità, l’assunzione e lo ... professori universitari, sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza in spregio a quanto previsto dagli art. Le altre, evidentemente in proporzione alla gravità della condotta, sono comminate nelle seguenti ipotesi: grave insubordinazione; abituale mancanza ai doveri di ufficio; abituale irregolarità di condotta; atti in genere, che comunque ledano la dignità o l’onore del professore. Nemmeno mi pare ci sia un vantaggio per il dottore di ricerca in questione, e forse neppure per la società nel suo complesso. Come si è già osservato, la previsione del codice etico di ateneo si inserisce in una più generale tendenza legislativa, volta alla precisazione dei doveri dei dipendenti pubblici. Scelta perfettamente ragionevole da parte di queste università, quando si tratta di studiosi di valore o di abili docenti. I professori universitari di prima fascia possono essere collocati, a richiesta, fuori ruolo a decorrere dagli anni accademici successivi al compimento del 65° anno per un massimo di tre anni e vengono comunque collocati a riposo al compimento del 70° anno. I professori universitari sono dipendenti pubblici particolari, anche per quanto riguarda la disciplina del rapporto di lavoro, dato che sono tra le categorie “non contrattualizzate”. Stipendi dipendenti pubblici, la classifica. I professori fuori ruolo conservano le prerogative accademiche e il trattamento economico e sono tenuti a svolgere attivit… Francamente non capisco quale sia il vantaggio per l’università di Pavia o per quella di Milano di mandare un proprio dottore di ricerca di valore a insegnare all’università di Roccacannuccia (dove magari non c’è una biblioteca degna di questo nome, e buona parte dei colleghi sono poco “internazionalizzati”, come dicono i nostri colleghi più cool). Il peggio è un concorso locale truccato da favoritismi del genere. ed espressamente enunciato dall’art. 7. Non si tratterebbe, dunque, di prevedere gli illeciti e le sanzioni, ma di precisare, a garanzia degli accusati, i presupposti per l’esercizio di un potere sanzionatorio comunque esistente. 0000022175 00000 n Si può praticamente dire che i professori universitari sono raccomandati dalla stessa legge cioè sono dallo Stato e pertanto possono liberamente esercitare il secondo lavoro dare soddisfazione a nessuno se non ai propri regolamenti e statuti. Questa affermazione è giustificata non solo in forza delle previsioni generali relative ai pubblici dipendenti, ma anche per via di quanto specificamente previsto dalla stessa legge 240, a norma della quale «[s]ulle  violazioni  del  codice  etico,  qualora   non ricadano sotto la competenza del collegio di disciplina,  decide,  su proposta del rettore, il senato accademico»: è espressamente previsto, dunque, che dette violazioni – deve ritenersi, anche dei docenti – possano costituire illecito disciplinare. Dall’altro, a essa potrebbero essere ricondotte ulteriori conseguenze: le università potrebbero stabilire regole come il divieto di chiamare docenti che abbiano posto in essere comportamenti gravemente contrari ai loro principi, il divieto di assumere cariche accademiche per un certo periodo successivo all’accertamento della violazione, la perdita di fondi di ricerca a seguito di esso. <> 0000033696 00000 n Sedici i Professori indagati Mentre i Concorsi Pubblici sono truccati da veri estetisti il ministero dell’Istruzione “si riserva di costituirsi parte civile” nel procedimento sui concorsi universitari truccati al centro dell’inchiesta di Firenze. – colpisce chi ha scelto di sposarsi (non chi convive, chi ha l’amante etc.) In secondo luogo, il principio di trasparenza, che impone il diritto del docente accusato di conoscere tutte le informazioni rilevanti, il divieto di gestire i procedimenti disciplinari in modo riservato, se non a tutela dell’accusato stesso, e la necessità che i provvedimenti disciplinari siano pubblicati, se del caso omettendo i nomi degli interessati. Con riferimento ai professori universitari a tempo pieno, gli statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri e le procedure per il rilascio dell'autorizzazione nei casi previsti dal presente decreto. Il «no» ai docenti universitari sul doppio lavoro arriva dall’ormai lontano 2001 grazie ad un decreto legislativo [1] che vieta di violare il loro rapporto in esclusiva con la Pubblica amministrazione.