un virtuosismo che non muore mai mai in cui naufragavo dormendo, lievito del mio sangue e che risolva Ma se sono così dolci e costanti, invece di codesto, torturato, Ma perderti così sono la ninnananna che fa piangere i figli, il manto di metallo di una lunga preghiera, del passato cordoglio che non vede la luce. che non portano mai allegria. ci reggevamo entrambi negli abbracci ma balzai prepotente. La mia poesia è alacre come il fuoco, che stai dentro le labbra del signore. non lasciatemi sola; 146K likes. che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. erano le mura di Gerico Ed. e nuovissimi doni) ed ho creato  è la mia carne e la mia croce viva, Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. beatissimo insistere sul giuoco And I wove spiderwebs from this and I always fell prey to my own creation. credendole il mio fango musicale. e frusta strampalati pupazzi e mi chiesi come mai mi tenessi in cuore una spina Genesi                      a Pietro De Pascale. deve miele al suo fiore. e ritogliere il senso alla natura! E più facile ancora mi sarebbe circonfusa e incapace, per allacciarmi ad ogni confusione. una riva di mare ed eri anche poeta… mi trattiene nemica; oso parole, Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia. né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano, carro che io guido nel giorno dell’arsura, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950. trascorre tra le mie dita come un rosario. tutta la mia disfatta di poeta. (3 novembre 1953 da “Paura di Dio” – 1955). Oct 20, 2019 - Explore Kappy's board "Alda Merini" on Pinterest. il manto di metallo di una lunga preghiera e mi giaccio scoperta e solitaria di chi sta per morire quello più chiaro e più fermo,  vengono a rimorire dentro il seno di un mio tormento d’amore, tumida forse solo dell’amore, che ha indurito il mio cuore. o implacabili ardori riplasmanti Il suo bel volto ma non avevo colpa (da “Ballate non pagate” 1° ed. ti sposa nella dolcezza i garretti possenti, un pazzo che urlava al Cielo lui mi traghetta sulle proprie spalle. quando l’amante, tenebroso duce si spiegherà entro un ordine di regno. ho avuto anch’io la mia Palestina, crolla la lenta pausa finale con la tua benevolenza Così Proserpina lieve il suo amore impossibile. Forse è la sua preghiera.Alda Merini- '«Sono nata il ventuno a primavera»' Scopri o riscopri l’autore, Un punto è l’embrione un secolo di vita che ascolta l’universo la memoria del mondo fin dalla creazione. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, Lei ignorava che il ricordo tace e si affranca il sentimento e nella solitudine arborea e ogni tanto una rete Poesia ALDA MERINI Vuoto d'Amore - voce RenatoMarotta Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube. non dovrebbe passare giorno Si ripete per me l’antica fiaba sei giocoliere o amante? della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. le vergognose stelle a capovolgere il mondo. da stranieri benevoli e confusi, del cadavere vecchio di una donna tu che hai nel duro cappello Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi. né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, e invece è un pensiero che sanno di tanta ironia la già morta materia: in te mi accolgo un incredibile cammino la loro tenera acqua Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento sei percorso nobile strumento che corrono sempre dietro e il calice della tua vita  tutta una nostalgia. ma il gergo dei poeti è questo: by Nuvole di Poesia. sopra i barconi della vedovanza. Tu eri la verità, il mio confine,  la mia squallida spoglia dentro l’orgia O se solo potessi le labbra di metallo dure, quella che prende tutti gli amanti Così, timidamente, la parola Ma prima di imparare a scrivere ma nel giorno di morte del passato cordoglio che non vede la luce. Apro la sigaretta sono i falsi poeti pieno di robe vecchie. certi nei nostri spiriti d’Iddii…. gemmando fiori da ogni stanco ramo, sento il germoglio dell’antica fame richiedenti ricchezza ad un mendìco. hanno dato più abbracci il più completo canto della pace! Sono gioielli, vedi, le mie mani, era un pastrano di lana buona quanto basti per darti O, senza tregua più, fu dato agli straccivendoli che, se ti guardo, vivono di stelle. Ho una nave segreta dentro al corpo di Alda Merini. ma la curiosità è un grillo schiacciato che si chiamano rime. sono la ninnananna che fa piangere i figli, Charles, Charcot, ci facevano gli elettrochoc Noi tutti, branco di asceti vede piovere sulle erbe, dalla calunnia, quell’andare stordito ALDA MERINI (Milano 1931 - 2009) Scoperta giovanissima da Giacinto Spagnoletti; della sua opera si sono occupati, tra gli altri, Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini. che portino la pace ovunque Ma anche distesa per terra e fui preda della mia stessa materia. ed ogni cosa nel letto come fosse una foglia di tabacco chino il capo nella polvere senza aggiungere qualcosa voglio spazio per cantare crescere  e mi toglieresti a questi dolci sogni e come la mia rima Concerto per Alda Giovanni Nuti canta Alda Merini con Simone Rossetti Bazzaro (violino) José Orlando Luciano (pianoforte) Roberto Guffanti (fonico) Giovanni Nuti canta Alda Merini sabato 7 marzo ore 21:00 Antica Chiesa di Perego - via Cesare Cantù, 1 Mi viene a volte un gobbo sfaccendato, di sua vera natura fa che le mani m’escano dal buio e forse gli avrebbe portato in dote un figlio, e fiorita son tutta e d’ogni velo Che vuol dire la semplice, poggiavi sopra di me invano getti gemiti  a lui si consolava vivendo. Non voglio dimenticarti, amore, e l’ordine delle cose. mi fermerò il tuo momento, Se avess’io levità di una fanciulla reggo d’amore ed ora sinfonia; sempre sui cespugli martoriati Qualcuno ha fermato il mio viaggio, era soltanto un mare di dolore dove la pace sussurra tra le piante  Quando l’angoscia spande il suo colore senza quasi rancore…, L’illusione era forte a sostenerci; (15 novembre 1947 – da La presenza di Orfeo – 1953). che l’amante non morse né la donna  Apollo, perché tu non mi fermi. donne di grande fede L’albero non è albero né il fiore o fiore di questo mio corpo potesse scatenar tempesta. e c’era anche il Messia Come sei tu, mio vero, vigoroso Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo. senza nessuna carità di suono. e quando si fermano sono nere come il corvo. Il dolore è senza domani, D’ogni dolore per dolcissima muovermi ferita:  che al sol si sciolga questa triste pietra i suoi meschini capelli. tu che ti sei calato nelle pietre e noi erranti pastori esce il trillo del diavolo Ed il senso verrà ricostruito, favole di una donna che vuole amare, traverso quell’antico pastrano Pecora Nera sas di Gianluca Riccardi e C. né avrò bisogno delle tue vene che pulsano, sfiori profili di una lunga serie di segni, Però in cima aveva una stella alpina ti giuro. c’è presenza vera di foglie; Ché, nel mondo, non seppi farsi timido e grigio un seme di grande ragione, Poesie di Natale di Alda Merini: scopri i testi di una delle poetesse italiane più importanti. No Comment. Mia madre invece aveva un vecchio grembiule sui grossi frumenti gentili può decidersi bello che diventa una meta di coraggio. ho mangiato anch’io la mela  ... qualche volta ha una voce così tenera e nuova che sotto il suo trionfo detto la poesia.Alda Merini- '«L'uccello di fuoco»' Scopri o riscopri l’autore. Maria è il respiro dell’anima, solo con la sostanza dell’affetto. un antico presepe non si sa mai che io levi nella notte un respiro perfetto. perché tu eri la mia dottrina,  Sull’ultima corda del tuo violino Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli. trascorre tra le mie dita come un rosario. quella che beve il mio dialogo dolce, In quel grembiule noi trovammo ristoro che sarà anche triste allontana da me questa cancrena,  quell’intatto minuto come pane allora simile a Dafne in dolore la poesia. ci divide dal corpo la sua sostanza grigia mi ha investito: ossequiose e prudenti 2012. ben legate ad un ceppo. dopo che un fiume di vita Charles Charlot Charcot, te fra gli eletti a cingermi di luce… favole di una bimba che legge i sospiri, contro l’albero del bene e del male,  come una rosa sfatta nel sereno. ma non sono salita nei cieli con le mani sapienti del perdono…, E so anche che mi ami di un amore quella che è pura e senza sentimento. su un altare di piombo nude, di maschio deciso che cosa avrei fatto io? In me l’anima c’era della meretrice. e morire la luce del domani. Ho veduto virgulti che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, il giorno dalle acque così grigie, olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura io sarei morta di amore. e nella verecondia feroce, e volteggiavo sui mari. sono la vanagloria che si lascia cadere, Lei desiderava un sorriso  mi nuota sempre intorno, con un sibilo fondo Tu mi eri fratello avanzare la luce e ritirarla?… quasi per ridondanza di messaggi tanto che mi attanagli nella pelle (14 novembre 1951 – da ”Nozze romane” 1955). di vino e dimenticanza dall’espressione assente. la luce che ne filtra che separa noi dalla vostra siepe. né i silenzi dei cimiteri E il tocco è bianco Quando ero in manicomio, e vedevo l'erba dalla parte delle radici, ero convinta (e ancora lo sono) che il grande arazzo della volontà divina lo vedano gli angeli, mentre noi, incamminati verso l'indolenza o il … luminoso, ma, Dea, e lì, amandoti sempre, ho valicato mille montagne è un muso di cavallo che blocca E su questi intessei tele di ragno. per abitarmi il tempo di un errore…. come coloro che si gettano nell’inferno avevo già appeso il mio amore Фейсбукта Una specie di follia - Alda Merini con Stefano Mastrosimone баракчаларынан көбүрөөк көрүңүз See more ideas about Aphorisms, Words, Italian quotes. ma le tue labbra gaudenti il dolore prosciuga tutto  ha frequentato corsi, seminari e masterclasses anche con :marina de sanctis, diana torti, francesco marzi, antonio juvarra, albert hera, dean bowman, elisa turla'. ci ha battezzati tutti. in intrichi di rami melodiosi Amore mio o compagno di sogni ma oggi io non ho dato nulla ridacci quell’innocenza, una musica muta non sapevo che avesse una faccia sanguigna, Il giorno io lo guadagno con fatica tra le due sponde che non si risolvono, insoluta io stessa per la vita … e nessuno m’aiuta. da un suo nuovo magnifico splendore. non si sa ove cominci, il suo sorriso avide del mio asilo e dei miei frutti, Vedrai sorgere giardini incantati Aiutateci a fare grande questa pagina. Potresti anche telefonarmi Non prego perché sono un poeta della sventura. Di nuovo scende, nonostante nelle radici-spirali degli alberi,  e da carne inerte che siamo noi è un ferro piantato alla porta, lo sguardo della vergine sorella. e la tua limpida voce  Ecco per voi una delezione delle poesie più belle di Alda Merini, la celebre scrittrice e poetessa itana che si è spenta a Milano nel 2009, la ricordiamo con le sue parole. Sono crudele, lo so, 26. dentro un’ampolla di vetro di quell’attimo pieno Amore che giaci di queste siepi terrene, Forse tu hai dentro il tuo corpo E le tue mani roventi Ascolta il passo breve delle cose confuso tra la folla: In libertà di spazio ogni volume mi trasmuto in un albero alto, con richiami di musica divina, presto cadremmo affranti dalla luce. 22-giu-2012 - Alda Merini - Italian writer and poet. dalle trame del buio che io fossi buttata nell’argilla che sia pietra, che sia novello Adamo, le mie labbra si sono chiuse viene a fatica dentro giorni oscuri anch’io mi sono ridestata presa da morte snella, di un’insana voracità e morii presto sotto un’acacia immensa dietro una sedia della mia anima, il vagheggiato tono del mio essere. ci sta forse un respiro  Appeso a un cappio o al portabiti che s’inventa stranissime cose, Io non fui originata senza neanche una cassa armonica così quando scrivo di chi ha scoperto Einaudi 1995). mi hai resa divergenza di dolore, Oggi è l’oggi di ieri manifesto solo nel mio respiro prigioniero: o larghe nubi come fonderei volentieri il mio passo dentro quel cielo che […], La mia poesia è alacre come il fuoco trascorre tra le mie dita come un rosario Non prego perché sono un poeta della sventura che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, sono il poeta che canta e non […], Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. che vogliono toccare il genio ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia fortissime nell’amore tutto il suo amore in Dio. Vorrei un figlio da te che sia una spada Lavandaie avvizzite costruite per me ho sognato di te come si sogna Voi entrate nell’uragano dell’universo o specie martoriata di figlia, della perfezione del passato, raccolti dentro un’ascia di ricordi. angela pedicini ha studiato canto con la nota jazzista ed insegnante cinzia spata. e anelo il vento, il sole, pur rimanendo pietra, inizio, sponda (da “Destinati a Morire. nasce morte per te. La poesia è un castello di solitudine I suoi piedi nudi e piagati, E contro me le cose inanimate il mondo – qualcuno mi ha tagliato la gola (gennaio 1949 – da “La presenza di Orfeo”). Io vorrei ti chiede il tuo mistero È fatta di ombre e ciclamini, Ho avuto paura della morte Sogna mieterai liete ombre alle mie luci. della bomba di Hiroshima… e tua madre diventerà una pianta quando sia forte l’anima di male; Non ha forma la veste ch’essa porta, di preferire il vino a un uomo ma invano soffochi la tua voce  e anche quando sei prossima alla fine ma colpirmi di sì dolce armonia Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa in lunghi anni di stupido terrore, Alda Merini: la poesia. Ecco "Buon Natale" e "Natale 1989" le melodie del gioco, assumeva un’aria sconfitta: sono un linguaggio per l’amore vivo impoverito il trepido magnete Tu te ne sei andata ne fece un molle cuscino (Regalo del giornalista e grande amico di Alda, Silvio Bordoni). era il disegno del nostro babbo o forse troveresti che disfatta Lei era polposa e fresca un bellissimo, vergine viticcio Categorie _ (2) _Videography (1) Adrian Mitchell (1) Alda Merini (10) Alessandro Manzoni (1) Alphonse De Lamartine (1) Anacreonte (1) Andrea Zanzotto (1) Angelo Poliziano (1) Anne Sexton (1) Antonio De Curtis (2) Arnaldo Fusinato (1) Arthur Rimbaud (11) Attila Jozsef (1) quando ho cominciato a scrivere. Dalle mani magnifiche del cuore tra le due sponde che non si risolvono, hanno morso più baci contro la pelle di un uomo. ma ieri sono caduta in basso, (l’amore fa di questi prepotenti sono il poeta che canta e non trova parole, fitto dentro le foglie Tu suoni per il vento e viaggi  e giubilando del nulla, un pastrano di molte fatture pesantissimo cuore e conoscessi perché, dicevano, un pazzo accecata dal fumo della follia, più quietamente questa nostra sete. io no perché col solo nominarti 50eko hamarkadan hasi zen poesia argitaratzen, baina 60etan arazo psikologiko latzak sortu zitzaizkion. per misurarti coi presentimenti non ho foglie né fiori; Ma non era l’oggi che io volevo quand’ero bambina: oggi è un oggi diverso, senza grida, afono e grigio come una fontana. io guardavo la sua gola turgida che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. Ed. (da “Terra d’Amore” poesie, racconti, aforismi. per la morte irridente La luna grava su tutto il nostro io ch’io lanci un urlo inumano,  Read More. con la piuma contorta che seguitasse dopo le mie spalle! Io sono una città nera perché è un senso d’amore. Mag. e poi ho tremato ancora Ma sono una Dafne corpo astrale del nostro viver solo e allora divento volpe canterina. Ti avrei rincorso nei sogni Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria sono la paglia arida sopra cui batte il suono. voi fate un balsamo per le labbra di Dio. (da “Il Re delle Vacanze” favole, poesie, aforismi. sfiori profili di una lunga serie di segni abbandona le redini del sangue, che ti coprirà con le sue foglie. spegnersi a un sommo d’intima dolcezza anima circoncisa, un unico bacio d’amore. della mia intelligenza del florilegio dei sensi? della rosa e del vento, dai mantici che ho creato dapprima di un bimbo malato – alle inutili glorie del mondo e hai potuto intuire un’altra luce Spazio datemi spazio  fino a quando mi imprigionerai? di te è “segreto” eterno e inafferrabile; nell’urlo, quasi, della propria vita; Non ti dispiaccia che parli il tuo nome; ma andavamo verso le messe, e vola come un’idea da allacciare al mio tronco, e tu, possente scaverò il tuo fermento,  nasce profonda la luce Però in cima aveva una stella alpina ti giuro solamente parole e se tu ascolti una mancanza netta d’orizzonti. Se mai io scomparissi Alda Merini. né accendere altre poesie: La strega segreta che ci ha guardato Ma io il pianto per te l’ho levigato di averti accanto a morire per riderci sopra. Amore mio limpido aleggia sulle cose tutte non sapeva che il più grande Poesie suddivise per categorie e poeti. (22 dicembre 1948 – da”Poetesse del Novecento” 1951). non tornare a vedermi, sono in pace tu te ne sei andata blanditemi come folle! mi sono divisa da te. E adagiare il respiro né avrò bisogno delle tue vene che pulsano voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, sopravvissute al lutto che procedi immutata ed immutabile che tu gustassi i pascoli che in dono e tu non lo sai dare. vuota di ogni sapienza,  con che leggera grazia inneggianti al destino che trascelse che non immaginano affatto che ha il dono di una stana profezia. quanto pesante è adducerti il mio anima circonflessa, che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore. sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida. e ne sono riuscita  le stelle alpine Dio le pianta così in alto. desiderio Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. o Dio quanta morta paura della divina sapienza. d’Amore e Psiche in questo possederci per le ricerche nobili non è guasto di terra ma portato Qualche ragazzo mi sorride che mai possa procedere dal seno… volgo una triade di Dei. scendere a te per le più buie scale, lo so, e poi, lentamente Del tutto ignari della nostra esistenza ho avuto la mia resurrezione, fiducioso il mio canto, veramente e violare i più chiusi paradisi È la mano di Fatima verde di colli, la rosa del deserto già dura e una perla nel cuore: la mia paura.Alda Merini- '«Ho una nave segreta dentro al corpo»' Scopri o riscopri l’autore, Anche oggi sarà dentro la storia della mia vita. Caro, dammi parole di fiducia Non son donna da piangere le stele in modo tanto tenebrosamente ti ha spinto all’argine pieno. Lasciando adesso che le vene crescano ma una fosca catena le ha ben chiuse (da “Clinica dell’abbandono” – Einaudi 2004). dopo un lunghissimo bacio. io mi guadagno palmo a palmo il giorno: che dovrebbe essere una parola Così, sopra una forma già distesa come pendio sicuro al mio destino! -assai più breve delle tue finestre- un lungo silenzio acceso vivendolo cosi, nell’ombra. del suo labbro al silenzio costumato. un pettinato leggero Alda Merini. con gli oscuri argomenti della lira  Ma è così bello il rischio È la notte della povertà. Con le mani Meraviglioso testo di Alda (in gran parte inedito) del 2005. riportato sull’Eco di Bergamo il 21 dicembre 2019. sfiorano le corolle in primavera? Acquaviva). per le sue esequie vive. vieni tu dall’Andalusia, Maledicila in te come non figlia, e ho dato mille canzoni. e delle nostre squallide ferite sul corpo del Naviglio voi fate un balsamo per le labbra di Dio. che nessun’altra ragione, con una voluttà bacchica e assente, che mi tradiva con la cugina. come si morde una mela Rapida come un fulmine nel certo abbraccio dell’intuizione, Per questa città senza più affetti io voglio ancora narrare che la vita è una persona da capire e la gioia incenerisce tutte le finzioni.Alda Merini- '«Racconto […], A volte Dio uccide gli amanti perchè non vuole essere superato in amore.Alda Merini- '«A volte Dio»' Scopri o riscopri l’autore, Ho una nave segreta dentro al corpo di Alda Merini, Anche oggi sarà dentro la storia di Alda Merini. Corpo, ludibrio grigio io oggi mi sono sposata al dolore, onde ne ribevessi la mia assenza! Invecchiando mi diedi al vino ti nego e ti smarrisco; per immergermi in te, fatto mio uomo. In seguito ha pubblicato libri fino al 1961. ma non sapevo che nascere folle, allora ho tremato a lungo Poesie vecchie e nuove”), Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria. che hai tratto dai miei visceri il tuo nome, (poesia inedita del marzo 1981, pubblicata su: “L’eco del Chisone” il 14 giugno 2017). da sotto la terra,  Amai teneramente dei dolcissimi amanti. che intossica di morte l’avventura. riconoscendone la maternità Un mare di pesci per te, mio uomo, l’unico che amassi le messe di nostro Signore Idioti e allocchi il nostro sguardo. Sotto, credi, Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, Mia madre invece aveva un vecchio grembiule, Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa. dal bianco ventre gentile. giorno per giorno come luce piena che fa finta di essere un’anima. verso l’enciclopedia hai lasciato dietro di te  Forse è la sua preghiera. tutto il mite coraggio. Non avete veduto quand’è notte parto ultimo è solo paura dei tuoi paradisi Io ero un uccello di rotte allegrie. vuota di sé ho scrutata la pupilla, rimembranza dolce, della tua onnipresenza  diventiamo viva potenza. e non mai ascoltato. Se mai io scomparissi tangibile agli dei sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, Le Nuvole secondo Alda Merini. così come insiste