Il VIDEO, Governo Draghi, caos tra i 5 stelle: rinviato il voto su Rousseau. Registrazione al Tribunale di Rimini al n. 3 del 21/02/2011 – direttore responsabile: Paolo Maggioli – ISSN: 2039-7593, © LeggiOggi è un Quotidiano di Informazione Giuridica di Maggioli Editore. Ci riferiamo in particolare alla retribuzione. Il dipendente interessato (e il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) devono essere informati, con cadenza almeno annuale, sui rischi per la salute e la sicurezza legati allo svolgimento dell’attività in lavoro agile. 18 e seguenti della L. 81/2017. Riccardo Pallotta - Esperto di previdenza e di organizzazione della Pubblica Amministrazione Smart working: il lavoratore in quarantena ha diritto alla malattia? La legge che ha introdotto lo smart working prevede che siano direttamente le parti del rapporto di lavoro a decidere di modificare le modalità di esecuzione della prestazione di lavoro prevedendo la possibilità del dipendente di lavorare anche al di fuori dei locali aziendali, senza particolari vincoli di orario. 2807 del Codice Civile. L’intento è chiaramente quello di usare l’emergenza in corso per trasformare lo smart working, se non in una soluzione standard (opzione afferente più alla cultura aziendale che non ad una questione di organizzazione delle politiche del lavoro), almeno in una risorsa per le situazioni estreme. Trascorsi inutilmente tale periodo (ovvero dopo aver giudicato insufficienti le ragioni del lavoratore) l’azienda può irrogare la sanzione disciplinare. In tutti i casi di ricorso al lavoro agile, azienda e dipendente sono tenuti a siglare un apposito accordo individuale in forma scritta, da trasmettere in via telematica attraverso l’apposito piattaforma del Ministero del lavoro (portale Cliclavoro). L’accordo individua le condotte connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari. Guido Scorza, Avv. 2087 del Codice Civile, inoltre, costituisce norma di chiusura del sistema anche in quanto clausola generale con effetti soprattutto sotto il profilo risarcitorio. Il riferimento normativo principale, ma non l’unico, è l’art. I fatti di causa. Tra le novità in materia di lavoro, si segnalano le seguenti: Ritornando al discorso principale sullo Smart Working, è d’uopo concludere aggiungendo che sarà sempre necessaria, ai fini della corretta prosecuzione del rapporto di lavoro, che le parti mirino sempre più verso l’utilizzo del “lavoro agile”, in sostituzione del rapporto di lavoro subordinato, in modo tale da stabilire tutte le regole etico-deontologiche nonché le direttive sugli orari e sui luoghi di esecuzione … L’emergenza epidemiologica COVID-19 ha giustificato sino al 31 marzo 2021 il ricorso allo smart working “semplificato” senza obbligo di stipula di un apposito accordo individuale tra azienda e dipendente. La maggiore preoccupazione che capita di dover fronteggiare nei casi in cui mi si effettui una prima analisi di fattibilità in merito all’avvio di un progetto di smart workingè proprio quella diretta a capire come gestire la sicurezza dello smart worker. Il lavoratore sia adeguatamente informato circa le modalità d’uso degli strumenti di lavoro e l’effettuazione dei controlli; Sia rispettata la normativa in tema di privacy; Gli strumenti utilizzati dal dipendente per rendere la prestazione non vengano modificati per controllarne l’attività (ad esempio attraverso software di localizzazione). Il lavoratore in smart working ha diritto ad un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore rispetto a quello dei colleghi che … / C.F. Il lavoratore in smart working ha diritto ad un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore rispetto a quello dei colleghi che svolgono le stesse mansioni in sede. Carmelo Giurdanella In ambito lavorativo, questo principio si traduce nell’obbligo in capo al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare tale salute, misure tra le quali rientra anche lo smart working. Il Tribunale di Grosseto, con ordinanza del 22 aprile 2020, offre un interessante punto di riflessione a proposito del riconoscimento del diritto di un lavoratore invalido allo smart working, durante l’emergenza da covid-19. Al tempo stesso, per lo smart worker l’azienda può godere degli incentivi contributivi e fiscali legati ad incrementi di produttività (i famosi premi di risultato). Pertanto, l’uso del lavoro agile, quando richiesta, quando indispensabile a proteggere l’integrità emotiva del dipendente e quando compatibile con la tipologia di mansioni svolte da lui svolte, è un obbligo che rientra tra quelli previsti dall’art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e successive modificazioni. Il diritto alla disconnessione del lavoratore in smart working: la Risoluzione UE del 21 gennaio 2021 raccomanda a tutti gli Stati membri il riconoscimento di questo diritto come fondamentale, specialmente a tutela della salute del lavoratore che, con l'espansione del lavoro agile a causa dell'emergenza covid, si trova molto spesso a lavorare di più e ad essere sottoposto ad un forte stress. L’attività in smart working può, per sua stessa definizione, essere svolta senza precisi vincoli di orario ma sempre nel rispetto dei limiti di durata giornaliera e settimanale stabiliti dalla legge e dal contratto collettivo applicato. Garantire l’accesso a questa modalità, quando necessario e qualora la prestazione lavorativa lo consenta, per il datore di lavoro è uno degli obblighi previsti a tutela della salute in ambiente lavorativo, anche solo emotiva, secondo quanto stabilito dagli Ermellini. 2087 del Codice Civile, che stabilisce: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Vicedirettori: Avv. Con la definizione “lavoro agile” si fa riferimento ad una modalità di organizzazione del lavoro basato su una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione. La formula dello smart working a difesa della salute emotiva del lavoratore: la Cassazione, con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020, riconduce l’utilizzo del lavoro agile agli obblighi del datore di lavoro quando questo sia a tutela del benessere psichico del dipendente. Tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti in smart working; Sicurezza e buon funzionamento delle strumentazioni tecnologiche e di lavoro assegnate al dipendente. Da ultimo, il dipendente ha diritto all’assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali anche per l’attività svolta in smart working all’esterno dei locali aziendali. Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Secondo i principi fondamentali del nostro ordinamento, artt. La pronuncia si riferisce al caso di un dipendente che ha agito in risarcimento del danno nei confronti del proprio datore di lavoro. L’art. che, imponendo la tutela dell’integrità psico-fisica del lavoratore da parte del datore di lavoro prevede un obbligo, da parte di quest’ultimo, che non si esaurisce "nell’adozione e nel mantenimento perfettamente funzionale di misure di tipo igienico-sanitarie o antinfortunistico", ma attiene anche - e soprattutto - alla predisposizione "di misure atte a preservare i lavoratori dalla lesione di quella integrità nell’ambiente o in costanza di lavoro anche in relazione ad eventi, pur se allo stesso non collegati direttamente ed alla probabilità di concretizzazione del conseguente rischio”. Adottando questa tipologia di lavoro il dipendentenon deve essere necessariamente presente nel posto di lavoro e può gestire il proprio orario di lavoro, assicurando comunque il rispetto del limite massimo di ore lavorative giornaliere e settimanali stabilito dalla legge e dai contratti collettivi. Ho letto l'informativa privacy e presto il consenso al trattamento dei dati personali. Ricordiamo che tra lavoratore in smart working, che sembra piacere sempre di più, e lavoratore in presenza non devono sussistere differenze. Si parla quindi sempre più di smart working, interrogandosi se questa particolare forma di organizzazione del lavoro continuerà anche nel periodo post COVID-19. La normativa di emergenza finalizzata al contenimento della diffusione del coronavirus ha fortemente promosso il ricorso al lavoro agile disciplinato dagli artt. Il lavoratore agile che lavora in smart working, conserva il diritto a ricevere il buono pasto dall’azienda? Il lavoro agile di conseguenza può avvantaggiare un miglior… € 60,00 (-5%) € 57,00. Tra le tante domande che i lavoratori (più o meno) costretti ad adottare lo smart working si pongono, c’è il diritto al buono pasto . Smart Working, servono valutazioni preventive documentate Il lavoro agile ha, tra le sue caratteristiche principali, quella di poter essere organizzato per far si che l’attività si svolga sia all’interno che all’esterno dei locali aziendali, senza una postazione fissa. : 13886391005 Oltre a costituire un importante diritto a tutela del tempo libero del lavoratore, il diritto alla disconnessione per i dipendenti in smart working è di fondamentale importanza per prevenire l’insorgenza di problematiche o disturbi legati al lavoro. Quando dico che il timore è più quello percepito rispetto a quello reale mi riferisco in realtà ad una preoccupazione più legata al fatto che il lavoratore non possa più essere soggetto a controllo più che il timore che possa mettersi realmente in una situazione di pericolo… In parte all’interno ed all’esterno dei locali aziendali; Senza precisi vincoli di orario o luogo di lavoro; Eventualmente utilizzando strumenti tecnologici. Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018 Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall' assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività. L’ultimo Dpcm del 24 ottobre 2020 contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 rimarca l’importanza dello smart working negli articoli 1 e 3: non solo raccomanda l’utilizzo della modalità di lavoro agile nel privato, ma invita a un suo maggior uso anche nelle amministrazioni pubbliche. Iscrizione ROC n. 31534/2018, Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy, Questo sito contribuisce all'audience di Le sanzioni, distinte tra conservative e non, sono graduate in ragione della gravità del comportamento del dipendente, a partire da: Eccezion fatta per il rimprovero verbale, tutte le altre sanzioni devono essere preventivamente contestate al dipendente, al quale sono concessi cinque giorni di tempo per presentare eventuali giustificazioni. L'indirizzo email inserito non è corretto! Smart working: diritto alla disconnessione del lavoratore con tutele rafforzate. La norma disciplina per la prima volta nel nostro Paese questa forma di prestazione lavorativa che slega la produttività del dipendente dal luogo in cui l’attività viene svolta. Vaccinazione anti-covid nel rapporto di lavoro: obbligo o facoltà? In parole povere, seppur non lavori fisicamente in azienda, con l… Sulla retribuzione del prestatore, inoltre, la principale novità introdotta dallo “Smart working” è quella del pagamento delle prestazioni straordinarie, del dipendente anche mediante il riconoscimento di bonus per la produttività e per gli obiettivi eventualmente raggiunti dal lavoratore. In Italia lo smart working, ossia il cosiddetto “lavoro agile”, è legge dalla primavera del 2017. L’azienda ha la possibilità, nei limiti di quanto previsto nell’accordo di smart working e dalla normativa di legge, di esercitare un potere di controllo sull’attività svolta dal dipendente all’esterno dei locali aziendali. Il citato articolo 2087, tuttavia, non è altro che una norma di chiusura di un complesso sistema di fonti a tutela dell’integrità del lavoratore. Un confronto tra le disposizioni normative di Francia, Spagna ed Italia. Da quanto sopra discende, evidentemente, la sussistenza di un diritto soggettivo del lavoratore pubblico a rendere la prestazione in modalità smart working, diritto che potrà pertanto essere rivendicato, anche in via giudiziale, dal lavoratore in caso di rifiuto/diniego del … Quali sono gli obblighi del lavoratore in smart working, doveri di chi fa un lavoro agile: regole, normativa, responsabilità per assenza ingiustificata e doveri del dipendente. Smart working e buoni pasto: il lavoratore ne ha diritto solo se il benefit è esplicitato nel CCNL di riferimento o nel contratto individuale, ma con delle eccezioni. “ Lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività ”. Particolare attenzione dev’essere posta nel prevedere, all’interno dell’accordo, dei tempi di riposo nell’arco della giornata lavorativa e, altresì, il diritto alla disconnessione del dipendente dalle strumentazioni tecnologiche. Giovanni Antoc. Aumento di 112 euro in busta, Carta reddito di cittadinanza: spese ammesse ed escluse nel 2021, Concorso Infermieri A.O. Lo smart working, decollato come modalità di lavoro agile durante l’epidemia di coronavirus, permette al dipendente di svolgere la propria attività lavorativa in parte in azienda e … Esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro; Tempi di riposo del lavoratore e diritto alla disconnessione; Strumenti tecnologici e di lavoro utilizzati dal dipendente; Comportamenti sanzionabili livello disciplinare; Diritto all’apprendimento e alla formazione permanente. Direttore: Avv. Infine, il decreto Cura Italia ha disposto il diritto allo smart working, per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con almeno un figlio a carico minore di 14 anni, se compatibile con le caratteristiche dell’attività lavorativa e se l’altro genitore non è beneficiario di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o non lavoratore. In questo insieme di fonti rilevano, prime fra tutte, le norme costituzionali che sanciscono la difesa del diritto alla salute (32 Cost.) San Pio Benevento, 32 posti a tempo indeterminato: requisiti, domanda, prove, Incontro Draghi-Berlusconi: “Grazie di essere venuto” e saluto con gomito. Il dettato costituzionale, peraltro, si riferisce alla salute con un’accezione che svincola da un criterio medico-legale e che si estende, tanto da riferirsi all’integrità generale dell’individuo e da coincidere con il valore della persona nel suo complesso. - P.I. Rapporto di lavoro; 14 Mag 2020. Il diffondersi della pandemia ha costretto molte realtà produttive ad organizzare l’attività dei dipendenti da remoto, in modo da ridurre drasticamente il rischio di possibili contagi. ... Illeciti e sanzioni - Diritto sanzionatorio del lavoro. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 13 maggio 2020, il Decreto Rilancio, in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. © Gruppo Maggioli Tutti i diritti riservati. Decreto Rilancio: lo smart working è un diritto del lavoratore. Sul punto si richiama il testo della sentenza: “(...) la mancata predisposizione di tutti i dispositivi atti a tutelare la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro viola l’art. Prodotti e Servizi per la Pubblica Amministrazione, Professionisti e Aziende. È su questa norma, infatti, che si fonda l’obbligo del datore di lavoro di risarcire tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal lavoratore a causa di una condotta colpevole o anche di una omissione nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa antinfortunistica. Il dipendente in modalità smart ha diritto allo stesso trattamento spettante ai dipendenti che lavorano in sede. L’attività svolta secondo le forme del lavoro agile è considerata normale orario di lavoro, remunerata come se il dipendente fosse in ufficio. Elio Guarnaccia, Dott. L’accordo relativo alla modalità di smart working, disciplina l’esercizio del potere di controllo del datore di lavorosulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali nel rispetto di quanto disposto dall’art. Resta aggiornato con la nostra Newsletter. L’accordo di smart working può introdurre il diritto del lavoratore alla formazione periodica e alla certificazione delle competenze. 2 e 3 della Costituzione, la persona viene considerata e tutelata nel suo modo di esistere, di essere e, quindi, in tutte le attività nelle quali si determina la sua personalità. Quest’ultimo, infatti, non gli aveva accordato lo smart working, seppur conscio del disagio che gli causava il lavoro a causa delle condotte vessatorie dei colleghi. Anche se in smart working il datore può “richiamare” in sede il dipendente ... delle mansioni del lavoratore. 32 della Costituzione che garantisce il diritto alla salute come primario ed originario dell’individuo, ed altresì l’art. Le modalità pratiche per l’esercizio del diritto alla disconnessione da parte del lavoratore e per l’attuazione di tale diritto da parte del datore del lavoro dovrebbero essere concordate dalle parti sociali per mezzo di un accordo collettivo o a livello dell’impresa datrice di lavoro. La disciplina dello smart working impone il riconoscimento al lavoratore del cosiddetto “ diritto alla disconnessione ”, ossia il diritto a non essere sempre raggiunti da comunicazioni o richieste lavorative per il tramite degli strumenti informatici che si hanno a … Network, Decreto Legislativo 23 aprile 2004, n. 124, Smart working e salute del lavoratore: il datore di lavoro ha l’obbligo di applicarlo. Smart working e salute del lavoratore: il datore di lavoro ha l’obbligo di applicarlo, Informazione Fiscale S.r.l. Naspi anticipata 2021: cos’è, a chi spetta, restituzione, come richiederlo, Ccnl Metalmeccanici 2021-24: accordo di rinnovo firmato. Alla luce di quanto sopra e nel contesto dell’emergenza in atto, l’attivazione dello smart working per le attività che possono essere svolte a distanza non è a discrezione del datore di lavoro, ma trattasi una misura che deve essere adottata ogni qualvolta sia possibile. Quest’ultima rappresenta certamente una delle maggiori sfide del lavoro agile. Per risolverla, azienda e lavoratore possono accordarsi per prevedere fasce di reperibilità e/o periodi in cui è vietato contattare lo smart worker se non per motivi urgenti e indifferibili accordati dal datore di lavoro o dal responsabile. o il rispetto della sicurezza, della libertà e dignità umana nell’esplicazione dell’iniziativa economica (41 Cost.). 2087 c.c. La formula dello smart working a difesa della salute emotiva del lavoratore: la Cassazione, con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020, riconduce l’utilizzo del lavoro agile agli obblighi del datore di lavoro quando questo sia a tutela del benessere psichico del dipendente. In particolare, gli strumenti impiegati dal lavoratore per rendere la sua prestazione (in primis pc, tablet e smartphone) possono essere utilizzati dall’azienda per ottenere informazioni sull’attività resa dai dipendenti, a patto che: L’azienda ha il potere di sanzionare il dipendente in smart working che si rende responsabile di condotte contrarie al codice disciplinare interno e/o a quanto espressamente previsto nell’accordo individuale di lavoro agile. Smart working 2021: diritti e doveri dei lavoratori e sanzioni, Leggi anche “Indennità Covid: come chiedere il riesame Inps della domanda respinta”, Concorsi pubblici 2021 e Covid: il nuovo protocollo per la ripartenza delle selezioni, Piano vaccini Covid, 6 nuove priorità: malati oncologici, diabetici e patologie particolari, Congedo per sospensione didattica in presenza: come fare domanda online. < NEWS Diritto alla disconnessione del lavoratore in smart working Esperienze normative a confronto immagine tratta da unsplash.com Diritto alla disconnessione dei lavoratori in smart working. In realtà il lavoro agile è presente nell’ordinamento italiano già dalla legge numero 81 del 2017, con cui si è voluta disciplinare la possibilità di lavorare: Analizziamo nel dettaglio diritti e doveri dei lavoratori in smart working nel 2021. Pertanto, con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020 la Cassazione ha ribadito un principio ormai acclarato nella giurisprudenza di legittimità: la salute dell’individuo, intesa come valore della persona, è un diritto indefettibile e non comprimibile. L’accordo, a tempo indeterminato o soggetto a scadenza, deve regolamentare i seguenti aspetti: Eccezionalmente sino al 31 marzo 2021, in considerazione del protrarsi dell’emergenza COVID-19, i datori di lavoro possono ricorrere allo smart working senza siglare alcun accordo individuale. 0 974. Di seguito il testo integrale della Sentenza della Corte di Cassazione numero 27913 del 4 dicembre 2020.